“ … e Lea disse: “Che fortuna!”
E lo chiamò Gad ”
(Genesi 30-11)
“ … e Lea disse: “Che fortuna!” E lo chiamò Gad ”
(Genesi 30-11)
Questo nome fu scelto in segno di buon auspicio tra il mio prenome, Federico, e il mio cognome di famiglia, Crema. Per una eterogénesi dei fini, nella notazione musicale anglosassone, l’acronimo del mio nome (FGC) corrisponde a precise note musicali (Fa-Sol-Do) e, ancora più sorprendentemente, a una cadenza perfetta. Questa coincidenza significativa ha ispirato il compositore sudafricano David Earl a creare il suo Piano Concerto n.3, dove, specialmente nel terzo movimento (sotto forma di Tema e Variazioni), introduce il tema che si sviluppa proprio sulle note FGC, che compongono l’acronimo del mio nome. Sono molto grato a David per questa splendida composizione che ha voluto dedicarmi, recapitando lo spartito proprio nel giorno del mio 21° compleanno.
Piano Concerto n.3, dedicato a Federico Gad Crema – by David Earl
“Alla fine di Ottobre 2019 arrivai in Albuquerque, New Mexico, essendo stato invitato ad assegnare un premio per la migliore esecuzione del brano che avevo composto per l’Olga Kern International Piano Competition. Mai avrei potuto immaginare che nove giorni dopo sarei stato in viaggio verso casa con un’altra composizione a cui pensare… un nuovo concerto per pianoforte e orchestra per Federico Gad Crema, vincitore del premio di cui sopra. Le iniziali di Federico – FGC – informano la struttura del Concerto. Fa minore/maggiore è la tonalità del movimento di apertura, lo Scherzo del secondo movimento è in Sol Maggiore, e il set di variazioni dell’ultimo movimento è in Do. Il tema di quest’ultimo è costruito sulle note Fa, Sol, Do – e accenni di questo motivo possono essere percepiti fin dall’inizio del brano, nascondendosi per così dire en route. Simultaneamente, fin dall’inizio del brano, c’è un altro ‘motto’ – utilizzando le note Re, Mi e Fa, Do – che è il trampolino di lancio del soggetto principale del primo movimento, un’irrequieta narrativa in tonalità minore che riappare nuovamente poco prima della coda finale del Concerto.”
David Earl, compositore
Dal punto di vista grafico, la disposizione delle note FGC sulla tastiera del pianoforte ha condotto il designer a concepire un’immagine orientata a rappresentare visivamente la mia identità personale sussunta nella realtà musicale. Ne è scaturito un pittogramma essenziale che contiene due tasti neri e uno blu, in omaggio ai miei colori preferiti.
I concerti dal vivo sono un’esperienza sensoriale unica che ci trasporta in un’altra dimensione, uno spettacolo che deve soddisfare l’udito oltre che la vista. Per questo motivo è importante curare con particolare attenzione l’aspetto che un artista presenta, essendo coerente con la musica che si esegue, nel pieno rispetto del suo valore artistico.
La qualità e la profondità artistica, così come l’attenzione per ogni singolo dettaglio della musica che suono, sono caratteristiche che si notano anche negli abiti che indosso e che propongo al pubblico: una visione fresca, giovane ed eccitante, ma allo stesso tempo di classe e di alta fattura.
Ci sono infinite possibilità per rendere unico un abito, da un design particolare a un tessuto accattivante, a fantasie e abbinamenti audaci… le parole chiave sono “eleganza, rispetto, libertà”.
In generale tendo a prediligere un repertorio più introspettivo e profondo, rispetto al classico show-off, non avendo paura di scelte artistiche anche in controtendenza, poiché credo fortemente nell’autenticità e nell’unicità di ogni artista.
Per questo, a mio avviso, è fondamentale privilegiare la vera qualità di un prodotto rispetto alla mera notorietà di un marchio, a partire dalla scelta di tessuti eccellenti, per valorizzare al massimo la nostra individualità e le nostre qualità. Per questo sono particolarmente orgoglioso di indossare creazioni uniche di haute couture, esclusivamente made in Italy – tessuti “F.lli Tallia di Delfino.”
“Nel mio principio è la mia fine” – Buona Fortuna!
(T.S. Eliot)